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ho nuotato con coraggio

In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, vogliamo condividere il reading con cui abbiamo aperto il primo incontro cittadino dell’Osservatorio Popolare QuBì. Una polifonia di voci, sguardi e dati raccolti a partire dal lavoro di ricerca e consultazione svolto in alcuni quartieri nella prima edizione del programma QuBì.

L’Osservatorio Popolare vuole essere un contenitore di voci e informazioni diverse. Quelle che vengono dal mondo delle politiche e della ricerca, quelle degli operatori e delle operatrici del settore, quelle delle persone che vivono nei quartieri, quelle di ragazzi e ragazze, bambini e bambine.

Quelle che seguono sono voci e dati di tipo molto diverso. Ci sono alcune fonti conosciute e riconosciute, come l’Istat, il Comune di Milano, OpenPolis, Con i Bambini e Save The Children. E poi ci sono fonti e voci non istituzionali, non organizzate, non codificate e che per questo rischiano spesso di sembrare meno importanti. A queste voci l’Osservatorio vuole dare lo spazio e l’ascolto che meritano.

Voci

Cominciamo dai numeri. In Italia oltre 1 milione e 200 mila persone di minore età vive in condizioni di povertà assoluta, un dato che in poco più di 10 anni è triplicato, passando dal 4% del 2008 (circa 375mila minori) al 13% del 2020.

In Lombardia, i minori residenti sono 1,6 milioni. Nel comune di Milano sono 209.243, il 15% della popolazione totale. Di questi il 25% ha cittadinanza non italiana.

Nell’estate 2020, più di 2 minori su 3 non hanno fatto vacanze fuori casa più lunghe di 3 giorni. La quota di minori che non ha potuto fare vacanze è aumentata del 19% tra il 2019 e il 2020. In Italia infatti circa il 37% delle famiglie con un solo figlio minore dichiara di non potersi permettere una settimana di ferie nell’arco di un anno, limitazione che riguarda la metà delle famiglie con 3 o più figli.

Gli studenti che dichiarano di non avere a disposizione nessun tablet a casa a livello nazionale sono il 30%, mentre il 14% afferma di non avere un personal computer. Il 12% dei minori tra i 6 e i 17 anni non ha avuto a disposizione durante la pandemia né pc né tablet. A Milano, una delle città in Italia con maggiore diffusione di dispositivi digitali nelle scuole, l’88% delle famiglie è raggiunto dalla banda ultraveloce.

In Italia quasi un quarto degli studenti al 2° anno delle superiori “non raggiunge le competenze minime in matematica e in italiano”. Il 13% abbandona la scuola prima del tempo.

In Italia nel 2019 il 68% dei bambini, bambine e adolescenti tra 6 e 17 anni non è andato a teatro, il 63% non ha visitato un sito archeologico o monumento, il 50% non ha visitato mostre e musei. Il 48% non ha letto nessun libro non scolastico. Sempre nel 2019, In Italia Il 22% dei minori di età compresa tra 3 e 17 anni non aveva praticato alcuno sport né svolto attività fisica.

La diffusione della povertà educativa è considerato un fenomeno grave dal 91% degli italiani. L’opinione pubblica tuttavia sottovaluta la povertà dei più piccoli: soltanto il 7% sostiene che la fascia d’età che richiede maggiore attenzione sia quella dei piccoli in età prescolare (0-6 anni); un terzo indica i bambini fra i 7 ed i 12 anni; il 52% cita la fascia adolescenziale.

In 90 doposcuola di Milano censiti dal gruppo di lavoro «doposcuola QuBì» sono iscritti 4.200 minori e 200 ragazzi e ragazze con più di 18 anni. Tra il periodo pre-pandemia e settembre 2021 il numero di minori frequentanti è diminuito del 27%. Sono diminuiti del 20% anche i volontari attivi.

Le reti QuBì hanno raggiunto 4.756 famiglie, in cui vivono 16.308 persone, di cui 7.896 hanno meno di diciotto anni, e si raccontano così.

 

Ci chiedi che cosa ci piace del posto in cui viviamo… Del posto in cui vivo a me piace la mia casa, perché c’è il letto. A me piace la mia casa perché c’è il divano letto. A me piace la mia casa perché c’è il divano che si apre. Mi piace Casa, perché c’è troppo da mangiare.

Il posto in cui vivo è bello perché la mia camera esprime la mia personalità. Mi piace perché posso fare tutto quello che voglio. Posso giocare con i miei giochi, come la ps4.

Cosa mi piace? W il Marocco! Mi piace l’Ecuador perché ci sono le Galapagos. Mi piace la mia città, Milano, perché è bella esattamente così com’è.

La cosa più bella di essere in vacanza?  La cosa più bella in vacanza è per me essere in famiglia visto che prima non ci potevamo vedere a causa del covid. Sono andato al mare, mi sono divertito in famiglia, ho anche giocato a pallavolo. Mi sono divertito questa estate.

Quest’anno dovevamo andare a New York, però non so perché non ci siamo andati. Quest’anno andiamo a Napoli, in provincia di Caserta. Noi ci andiamo tutti gli anni perché abbiamo i parenti, però quest’anno parto prima con mio fratello maggiore e mio nonno.

Quest’estate io oltre ad andare a Parigi vado al mare con mia nonna e il cane di mia nonna, Lola. La nonna mi ha comprato pure un ombrellone solo per me.

La cosa più bella di essere in vacanza sono le sette settimane del centro estivo, le più belle.

Mi chiamo Sofia, la cosa più bella dell’estate è andare al mare e tuffarsi nelle onde.

Per me invece la cosa più bella è andare in piscina con i tuoi genitori o con i tuoi amici o con i tuoi cugini.

La cosa che ci è piaciuta di più dell’estate? Andare in piscina, andare in montagna, Onda Splash, passare il tempo con la mia famiglia, il campeggio, i nuovi amici. Stare con mia nonna e andare al lago. Andare in montagna io e mia mamma. Essere a Gardaland con mamma e papà. Giocare in giardino, lavorare con mio papà, guardare video al tablet.

La cosa che mi aspetto nelle vacanze è la natura. La cosa più bella dell’estate è il deserto. La cosa più bella di essere in vacanza è la gita alle piramidi con i parenti.

Messaggio per mia nonna, che vive in Congo Kinshasa: “Ciao Nonna sono Elvis, ho fatto questo disegno perché ti volevo far vedere che mi stavo divertendo molto e che non ti devi preoccupare”.

Mi chiamo Isabella e il momento più bello in questo centro estivo è stato quando qualcuno è diventata una mia nuova amica.

Secondo noi le cose più belle di questi centri estivi sono: l’amicizia, le novità, giocare, happiness! Quando abbiamo giocato al lupo, quando abbiamo fatto la gita, quando abbiamo fatto calcio, quando siamo andati a vedere gli animali, quando sono andata in piscina, quando abbiamo fatto le olimpiadi, quando ho vinto la medaglia del calcio.

Il mio momento preferito al campo estivo è stata una giornata al parco con il frisbee; è stato quando abbiamo fatto la gita in bici; giocare a fare rissa; la gara di rigori; giocare a basket, fare canestro; guardare pinocchio; è stato quando abbiamo giocato con il paracadute; i giochi d’acqua, le partite a calcio e il calcetto; la bomboletta spray.

Prima ci siamo esercitati disegnando con lo scotch dei triangoli grandi e piccoli; io mi sono sporcata, sembravo quasi una parte della pittura del muro!

Dato che sono uno dei più grandi mi è stato dato il compito di aiutare i più piccoli.

All’inizio avevo paura di affogare, ma poi mi sono fidata di me stessa e ho nuotato con coraggio.

A me piace molto l’arte perché mi sporco, e mi piace colorare il muro perché le educatrici sono simpatiche. Una cosa che non mi piace sono i bambini che vanno sempre a piangere dalle educatrici. La cosa molto bella è la partita che si fa dopo i compiti. Basta, ho finito.

Mi chiamo Jenina, oggi ho fatto Hip Hop al centro estivo e l’ho adorato. Mi è piaciuto quando abbiamo costruito il campanile di San Marco, mi è piaciuta la gita in montagna.

Gita all’Idroscalo, con pullman privato che ci porta lì. Appena scesi, dopo una mezz’oretta di viaggio, un bambino chiede: “Anna Giulia, siamo in Italia?”

Mi chiamo Naser è la cosa più bella di questo centro estivo è stato un gol di sinistro. Bellissimo.

E adesso? La cosa che mi aspetto dopo l’estate è niente più covid. La cosa più bella dopo l’estate è festeggiare il compleanno di mia madre e cominciare ad andare a scuola.

Spero di avere delle buone prof e di avere dei buoni prof. Vorrei fare nuove amicizie a scuola, avere delle prof gentili e che danno pochi compiti.

Voglio che la natura e gli oceani siano meno inquinati. Vorrei essere campione del mondo di trottole. Vorrei migliorare il passaggio a calcio.

Vorrei che la mia mamma e il mio papà vivessero insieme.

Io vorrei vivere in Sicilia.

Vorrei per i prossimi anni essere più sicura di me stessa (…), sconfiggere tutti quei brutti ricordi che mi tornano in mente e mi impediscono di vivere una vita serena.

Voglio studiare di più e diventare grande. L’anno prossimo vorrei una bicicletta nuova, un telefono nuovo e delle scarpe. L’anno prossimo vorrei tutti dieci in pagella. L’anno prossimo vorrei andare a Londra, perché a me piace imparare le lingue.

Mi piacerebbe dare un aiuto ai miei invece di essere un peso e mettere la testa a posto per concentrarmi sulla scuola.

L’anno prossimo vorrei un gioco tutto mio. L’anno prossimo, mamma e papà, mi potete comprare un lego di Jurassic World?

L’anno prossimo vorrei fare molte gite, per esempio vorrei andare in America, a Bali, in Islanda, a Hollywood e Los Angeles. Però per andare in tutti questi posti bisogna fare i soldi. Per viaggiare in aereo, oppure in barca o in treno.

Mi chiamo Zakaria e la cosa più bella che mi aspetto dopo l’estate è andare al lunapark a fare il tagadà con mio fratello, mia sorella e mia mamma.

La cosa più bella che mi aspetto dopo l’estate è ritornare a disegnare e rincontrare i miei amici. La cosa più bella che mi aspetto dopo l’estate è che comincio a giocare a calcio. La cosa più bella che mi aspetto dopo l’estate è che mia mamma ha fatto la patente.

Mi chiamo Maria e la cosa più bella che mi aspetto dopo l’estate è giocare nella neve con mio fratello.

La cosa più bella è niente più covid, basta al covid.

La cosa più bella dopo l’estate? La cosa più bella dopo l’estate è l’autunno.

 


Riferimenti 

Rapporti e dataset

Demopolis e Con i Bambini, 2020, Gli italiani e la povertà educativa minorile, disponibile QUI.

Fondazione Cariplo, Programma Qubì, 2021, “Questionario sui servizi di doposcuola nella città di Milano” – Esiti della rilevazione.

Fondazione Cariplo, Programma Qubì, 2021, “Primi risultati dell’elaborazione dei Database di quartiere”.

ISTAT, 2020, Popolazione residente in Lombardia al 1° gennaio 2020 dati.istat.it elaborazione dati Codici.

ISTAT, 2021, “La povertà in Italia”, disponibile QUI.

Openpolis, 2019, Le mappe della povertà educativa, disponibile QUI.

Openpolis, 2021, Le mappe della povertà educativa in Lombardia, disponibile QUI.

Save the children, 2018, Nuotare contro corrente, disponibile QUI.

Save the Children, 2014, La lampada di Aladino – Indice Povertà Educativa, disponibile QUI.

Save the Children, 2019, Riscriviamo il Futuro: l’impatto della povertà educativa digitale, disponibile QUI.

SISI- Sistema Statistico Integrato del Comune di Milano, Popolazione residente al 31 dicembre 2020. Fonte dati sisi.comune.milano.it, elaborazione dati Codici.

Articoli di approfondimento curati da Openpolis

“Ancora troppi studenti con competenze alfabetiche insufficienti” 

“Troppe famiglie con figli non possono permettersi le vacanze”

“Calcio, ginnastica e nuoto sono gli sport più diffusi tra bambini e ragazzi”

“Prima della pandemia i minori più spesso della media praticavano sport in spazi chiusi”

Data: 20 Novembre 2021
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