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Se i ragazzi avessero le mestruazioni

  • Data
    Dicembre 2022

Sono le caratteristiche di chi ha potere, chiunque sia, ad essere pensate come migliori delle caratteristiche di chi non ne ha, e la logica non ha nulla a che fare con tutto questo.

Gloria Steinem

Giulia stava fumando la prima sigaretta del mattino sulle scale del liceo classico Galeno di Bruzzano. Era ancora a metà e la prima campanella era già suonata. Istintivamente stava per buttarla a terra per non arrivare tardi a lezione, ma poi si era ricordata che era la settimana di autogestione. Qualche minuto di ritardo non avrebbe fatto una grande differenza. Le prime due ore sarebbero state dedicate all’assemblea d’istituto, mentre durante le altre tre ore della mattinata avrebbe partecipato a dei laboratori organizzati da diversi gruppi di studenti.

Senza assorbenti

L’assemblea plenaria si concentrava su quello che ormai era diventato un problema ingestibile della scuola: la mancanza di assorbenti nei bagni dei maschi. Certo, era un problema che si trascinava da anni. C’era una carenza, sempre più grave, di assorbenti di cotone biologico. Tutto il resto, però, si era sempre trovato. Ora non c’erano più nemmeno i tamponi e le coppette mestruali. Cosa avrebbero dovuto fare? Andare a comprarli a loro spese? Si poteva obiettare che non costavano così tanto, non erano considerati un bene di lusso dal fisco. Averli a scuola era però il minimo, dato che li usavano tutti. Inoltre, le bidelle non riordinavano più l’angolo per la disinfezione delle coppette. Dei detergenti intimi rimaneva solo quello alla menta, evitato da tutti perché coprire l’odore delle mestruazioni non aveva senso, faceva parte del fascino maschile. Ormai si trovavano solamente gli assorbenti con le ali, quella linea base del supermercato che irritava l’inguine. Il preside aveva partecipato a un bando per finanziare un progetto di autocostruzione degli assorbenti. Un’azienda locale avrebbe fornito i materiali gratuitamente e la scuola avrebbe partecipato alla formazione al posto delle ore di religione per tutto il quadrimestre, ma mancavano ancora due mesi a quel momento. Due mesi praticamente senza assorbenti, questo non era tollerabile.

Solidarietà e Tik Tok

A metà assemblea la proposta che sembrava andare per la maggiore era una raccolta fondi per comprare assorbenti bio e coppette. Il meccanismo era quello di una challenge su tik tok. Ognuno avrebbe raccolto il sangue mestruale del secondo giorno in un misurino trasparente e avrebbe postato il video con l’hashtag #ilrossocheabbonda. Per ogni video, Tik Tok for Good avrebbe donato 1 euro. Il gruppo anarchico Costretti a sanguinare aveva levato una contestazione, evidenziando tutte le problematicità della piattaforma e citando a sproposito Mestruo e Anarchia di Bakunin. Alla fine avrebbe vinto la mozione Tik Tok. In due settimane la challenge avrebbe avuto talmente tanto successo che si sarebbero uniti insegnanti, genitori e persino il preside. Dopo l’assemblea c’era stato un lungo intervallo. La maggior parte delle ragazze di quarta e quinta ne aveva approfittato per comprare degli assorbenti, da lasciare nei bagni in solidarietà con i loro compagni. Giulia aveva portato a Roberto un paio di mutande assorbenti con la scritta “sei bello come il premestruo”.

Un corpo neutro

Dopo l’intervallo erano cominciati i laboratori di autoformazione nelle classi, frequentati in egual modo da ragazzi e ragazze, con una piccola nicchia separatista. Giulia si aggirava per la scuola, indecisa in quale classe entrare. Lanciava lo sguardo nelle aule mentre percorreva il corridoio. In quei giorni tutti indossavano pantaloni bianchi: avevano scelto come settimana per l’autogestione quella in cui la maggioranza dei maschi aveva le mestruazioni e, come sempre, lo mettevano in mostra.

In 3C c’era il laboratorio degli intellettuali, al limite della secchionaggine: proponevano una lettura critica dei passi di Galeno e di Aristotele sul sangue mestruale. Secondo Aristotele l’apparato riproduttivo maschile era l’esatta copia di quello femminile, ma sviluppato all’esterno. Una teoria che non aveva avuto alcun seguito, di cui valeva la pena recuperare alcuni passi in modo critico per mostrare come questa impostazione avrebbe potuto portare tutta la filosofia e la medicina dei secoli seguenti ad appiattirsi su un soggetto con un corpo neutro. Considerare il corpo maschile come la copia difettosa di quello femminile avrebbe portato alla creazione di una scienza medica basata su un corpo solo, trascurando tutte le specificità dell’altro. Le differenze sarebbero state contemplate solo in termini di forza e di debolezza.  Tuttavia, Aristotele riconosceva un ruolo esclusivo agli uomini nella riproduzione, cosa che Galeno aveva poi messo in discussione. Il laboratorio sviluppava quest’ultima questione analizzando l’implicazione nel pensiero occidentale della messa in discussione di questo ruolo esclusivamente maschile.

Auto-formazione

In 2D c’era una discussione sugli effetti positivi della marijuana sui dolori mestruali. Interveniva il padre di Luca Sorvoli, che faceva il medico e vent’anni prima era stato uno dei promotori della legge che aveva portato alla liberalizzazione della marijuana per uso medico nell’ambito dei dolori mestruali.

In 1A c’era una discussione su come le ragazze potevano supportare i loro compagni di classe durante le mestruazioni, come potevano dare maggior spazio a questa loro caratteristica, quali modalità di comportamento e gestione potevano essere utili.

In 1B era stato invitato il fratello più grande di Gabriele Tivoli che lavorava in una start up a Berlino che cominciava ad avere un discreto successo. Il titolo del laboratorio era “sindrome premestruale e leadership”. Come sfruttare al meglio tutte le caratteristiche umorali della fase premestruale nel mondo del lavoro? Era noto a tutte le persone che nei giorni immediatamente prima delle mestruazioni si poteva essere più aggressive e prendere le decisioni con maggior determinazione. Altre persone invece diventavano più emotive e quindi empatiche verso i colleghi e le colleghe, doti che ogni uomo di successo avrebbe dovuto avere.

In 3D il gruppo di Comunione e Liberazione organizzava una lettura dei passi del Vangelo a cui seguiva un dibattito sulle mestruazioni come momento di purificazione. Le Vite dei santi mostravano che chi aveva un flusso abbondante era, proprio in virtù di questo, più puro. L’incontro si concludeva con un momento più informale in cui si davano indicazioni comportamentali e alimentari su come poter sanguinare di più per seguire l’esempio dei santi e purificarsi.

In 5F c’era il dibattito “Un bilancio dopo 50 anni dall’entrata delle donne in magistratura”. Tra le altre cose, venivano presentati alcuni dati riguardanti l’impatto che la mancata esperienza delle mestruazioni aveva sulla capacità delle donne di prendere decisioni eque e allo stesso tempo empatiche. Quanto la loro entrata nel mondo della magistratura aveva reso asettica e rigida l’interpretazione delle leggi? Ne discutevano con ex studenti del liceo che ora frequentavano Giurisprudenza.

In 5B c’era un confronto sull’aumento del desiderio durante le mestruazioni. Più che un laboratorio era diventato la condivisione di esperienze della propria vita sessuale. Sembrava che tutti sanguinassero almeno per 20 giorni al mese e che praticamente non si potesse più fare sesso senza le mestruazioni.

Scienze motorie

In palestra, infine, c’era un incontro misto tra studenti, studentesse e corpo docenti sugli effetti delle mestruazioni sullo sport. Il laboratorio si svolgeva in due parti: nella prima c’era un ospite esterno, il ginnasta abruzzese Stefano Mase. Anche noto come Bloody Star, rendeva ancora più spettacolari le sue gare di ginnastica artistica attraverso la pratica del free bleeding. La seconda parte era solo interna alla scuola e riguardava la proposta di alcuni miglioramenti che avrebbero potuto rendere più confortevole la lezione di scienze motorie per i ragazzi in qualsiasi periodo del mese.

Il corpo docenti riportava i risultati di un aggiornamento che aveva fatto il mese precedente sulla comunicazione studenti-insegnanti riguardo le mestruazioni. Era importante avere una comunicazione diretta, senza giri di parole. La postura di chi insegnava, in particolare delle donne, doveva essere accogliente e in ascolto. I sintomi e gli effetti collaterali delle mestruazioni erano noti a tutte e a tutti, nonché ben studiati dalla ricerca scientifica. Tuttavia, dato che ogni corpo reagiva in modo diverso, la comunicazione rimaneva importante. Il programma di scienze motorie era costruito attorno alle specificità dei diversi corpi e, all’inizio dell’anno, lo si adattava ancora di più al gruppo classe nelle prime due lezioni. Il laboratorio voleva migliorare la qualità delle lezioni con esercizi nuovi che aiutassero gli studenti mestruati senza ghettizzarli. L’ultimo punto era la gestione dell’area relax in spogliatoio. C’erano state alcune difficoltà organizzative rispetto al rifornimento di frutta secca e di magnesio da parte della scuola e un gruppo di studenti proponeva di sostituire le vecchie borse dell’acqua calda di plastica con delle altre più ecosostenibili.

Alla fine Giulia aveva passato così tanto tempo a girare per i corridoi che la prima ora era già passata. Così era tornata fuori a fumare, pensando che tutta questa gara da machos a chi sanguinava di più era davvero irritante. Si doveva fare qualcosa.

 

Elisa Virgili è una delle due vincitrici della call Anticorpi, per cui ha realizzato il progetto Corpi che sanguinano. Ricercatrice indipendente, si occupa di Studi di Genere, Teorie Queer e Filosofia Politica.

Foto ☉☉ NASA

 

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