La call di quest’anno, “Complicare è facile”, premia proposte che esplorano diversi aspetti della comunicazione accessibile e inclusiva. Parlare di comunicazione accessibile e inclusiva significa costruire forme di linguaggio che non creano barriere e non riproducono stereotipi.
Le candidature ricevute spaziano dalla ricerca all’arte pubblica, dall’attivazione comunitaria alle pratiche di cura e alla formazione. Ci hanno colpito la varietà degli strumenti e dei linguaggi proposti per rispondere a una stessa esigenza: rendere informazioni, luoghi, servizi e narrazioni più comprensibili, accessibili e facili da attraversare.
Abbiamo scelto cinque proposte finaliste. Farlo non è stato semplice. In ogni candidatura abbiamo riconosciuto qualità, attenzione e impegno. Nella selezione, condotta da Codici e Fedora, è stato fondamentale il supporto della Commissione Altri Sguardi, quest’anno composta da Elisa Coco, Giorgio Costa e Simone Fanti.
Nei prossimi giorni incontreremo le persone che hanno presentato le cinque proposte selezionate. Al termine di questi incontri, sceglieremo i due percorsi da accompagnare nei prossimi mesi insieme ad Associazione Fedora.
Vi presentiamo le cinque proposte selezionate.
Il progetto “A chi appartieni” esplora il modo in cui le attività artistiche partecipate possono generare nuove conoscenze e nuove rappresentazioni di luoghi, spesso raccontati attraverso stereotipi. Il progetto si svolge nella zona est di Napoli e si concentra sul quartiere di Ponticelli. “A chi appartieni” mette insieme ricerca sul territorio e arte pubblica, coinvolgendo direttamente le persone che lo abitano. Il progetto si sviluppa attraverso un percorso di laboratori e vuole costruire una mappa che raccoglie esperienze e forme di resistenza. Propone la creazione di manifesti di arte sui muri, nati dalle idee condivise durante gli incontri. Registra immagini e suoni per conservare e documentare il percorso. La ricerca finisce con un evento aperto a tutte e tutti, al centro Centro Ciro Colonna, che collabora con il progetto.
Le persone dietro il progetto:
Emanuela Auricchio, artista visuale, e Gianluca Pavoncello, artista digitale, co-progettano spazi laboratoriali ed educativi presso Maestri di Strada E.T.S. e nelle scuole di Napoli.
In ospedale può essere difficile orientarsi e capire cosa sta succedendo. Questo può succedere a bambini e bambine, a famiglie con background migratorio o a persone che si sentono confuse o stanno vivendo un momento non facile. “CIAO (Comunicazione Inclusiva Alternativa in Ospedale)” è una ricerca che unisce immagini e supporti visivi. Cartelli, etichette, storie sociali, giochi: oggetti per aiutare a comunicare meglio con le persone che si trovano in ospedale e hanno bisogni comunicativi complessi. Il progetto utilizza la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), basandosi sui pittogrammi ARASAAC e sulla collaborazione del personale sanitario e delle famiglie dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Gli strumenti sono installati in cinque reparti e scaricabili gratuitamente online, per usarli anche a casa.
Le persone dietro il progetto:
Anita Donna Bianco e Laura Polazzi fanno parte di Associazione Dear ETS, una comunità di professionisti e professioniste che dal 2016 lavora per rendere i luoghi più attenti ai bisogni di tutte le persone.
“Conoscere le neurodivergenze” è un progetto che si svolge nella città di Milano per informare e sensibilizzare sugli effetti quotidiani di alcuni disturbi del neurosviluppo. Il progetto usa installazioni, ovvero strutture che vengono montate nella città. Ogni installazione racconta un modo di funzionare del cervello, ciascuna parte di un sistema visivo e comunicativo replicabile e adattabile. Le persone che le attraversano vivono tre momenti: prima fanno un’esperienza immersiva che aiuta a capire alcune sensazioni e difficoltà quotidiane, poi ricevono informazioni, infine sono invitate a partecipare e a condividere la propria esperienza. Il progetto usa un linguaggio semplice e chiaro. L’obiettivo è trasformare lo spazio pubblico in un luogo dove le persone possono capire meglio, ascoltare e partecipare.
Le persone dietro il progetto:
Beatrice Bossi, Letizia Colombo, Chiara Di Ceglie e Sara Gavazzi sono studentesse di Strategic Visual Design per la cultura e il territorio presso Cfp Bauer a Milano.
Come si vive la musica dal vivo se non si trovano informazioni sull’accessibilità? Il gruppo di ricerca Lato A di Caratteri Cubitali ha guardato come i festival estivi in Italia scrivono queste informazioni sui loro siti e sui social. Il risultato è che spesso queste informazioni non ci sono, oppure sono difficili da trovare. Questo crea problemi per molte persone che vogliono partecipare agli eventi. Il progetto propone di creare una guida con parole semplici e chiare e di organizzare percorsi formativi per chi organizza eventi culturali e per chi fa ricerca. Ma non solo: il progetto formerà anche persone della comunità. Queste persone proveranno a controllare se i siti e gli eventi sono accessibili. La ricerca vuole trasformare i dati in azione e crede che l’accessibilità non sia un favore, ma la condizione fondamentale per una cultura aperta a ogni persona.
Le persone dietro il progetto:
Simone Riflesso e Elena Panciera fanno parte dell’associazione di promozione sociale Caratteri Cubitali, che fa formazione e ricerca sul tema dell’accessibilità.
Il progetto sviluppa e diffonde PASS, un sistema di simboli grafici, gratuito e aperto, per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) che può essere utilizzato sia per scrivere sia per stampare immagini. PASS cresce e si aggiorna continuamente grazie a un progetto di ricerca che unisce competenze scientifiche e grafiche al servizio dell’accessibilità. Il progetto vuole spiegare in maniera chiara e semplice alle persone che utilizzano la CAA come utilizzare PASS. Per questo si vuole creare una piattaforma online e dei materiali divulgativi, come ad esempio delle guide per l’installazione e delle istruzioni per l’uso. L’obiettivo è rendere il sistema più facile da usare e da diffondere, per trasformare una risorsa già esistente in uno strumento concreto di supporto nelle pratiche di cura e di abilitazione.
Le persone dietro il progetto:
Alpaca è una cooperativa di lavoro composta da un gruppo multidisciplinare che lavora su progetti che uniscono grafica, linguaggio e inclusione.