Vogliamo iniziare il 2026 condividendo con voi i nostri consigli di lettura: raccolte di poesie, saggi, libri illustrati e (tanti) romanzi. Per noi, questi libri sono bussole per orientarci nel presente e immaginare un futuro diverso.
Parlano della Resistenza e della sua eredità interiore, ma anche della violenza e del modo in cui segna le vite individuali e le società. Li abitano donne che lottano per riappropriarsi del proprio spazio, mamme che esplorano le difficoltà legate ai cambiamenti della maternità, ragazze e ragazzi che crescono in mondi ostili, comunità contadine espropriate e terre contese. Ci sono anche animali e natura, che ci invitano a mettere in discussione il nostro posto nel mondo e l’illusione di esserne separate e separati. Altri libri, invece, guardano al futuro, alla scienza, all’immaginazione e a linguaggi nuovi, per ribellarsi a un’epoca di cinismo dilagante.
Sono libri che non addormentano, ma tengono sveglie le coscienze. Non chiudono le ferite, ma insegnano a guardarle, condividerle e trasformarle in pensiero, relazione e possibilità. Leggerli può essere un modo per resistere, fare memoria, immaginare e attraversare il tempo insieme.
Ecco l’elenco completo dei libri, insieme a una ragione – o una frase – per cui ci hanno convinto a sceglierli.
Buone letture!
Consigliato da Michelle
«L’immagine del palestinese ‘vittima’ è diventata l’unico modo per ottenere solidarietà. La rimozione della violenza, della rabbia e la costante richiesta del ‘permesso di raccontare’ hanno ingabbiato i palestinesi in narrazioni imposte dallo sguardo occidentale. Questo processo ha ridotto lo spazio politico palestinese, delegittimando pratiche di resistenza considerate ‘non adatte’ dagli osservatori occidentali.»
Consigliato da Luca
«Vestiti di stracci, sudici, mezzi affamati, aggressivi, pronti alla parolaccia e con le cicche di sigaretta in bocca, erano in verità i padroni della città, quelli che meglio la conoscevano, quelli che l’amavano senza riserve, i suoi poeti.»
Consigliato da Rosy
«Si possono abbandonare i genitori? O meglio ci si può sottrarre a loro, semplicemente togliendo il proprio corpo di mezzo con un gesto netto e definitivo? E condannarli a vivere il resto dei propri giorni, per così dire, con un arto fantasma? Non è una risposta che si possa dare in maniera affermativa.»
Consigliato da Andrea
La storia di Ottobre, una bambina cresciuta nella foresta che a un certo punto si ritrova catapultata in una grande metropoli, alla scoperta di una madre che non aveva mai voluto conoscere: un racconto di formazione fatto di terra, foglie e fango, di alleanze inattese e di una profonda ricerca di libertà.
Consigliato da Francesco
Un libro che approfondisce il tema del libero arbitrio e della volontà, esplorando anche la responsabilità individuale, andando oltre la dialettica filosofica e adottando il punto di vista rivoluzionario delle neuroscienze cognitive.
Consigliato da Oriana
«Barbadoro iniziò a pensare che Sferzodrago fosse molto bella e che avrebbe voluto darle un bacio. Ma Sferzodrago non riusciva a tenere gli occhi aperti, e quindi non gli avrebbe potuto dire né sì né no. Così, Barbadoro fece l’unica cosa che si può fare quando si vuole dare un bacio a qualcuno che non può dirci né sì né no: aspettò…»
Consigliato da Cecilia
Il signor Formica, infaticabile lavoratore, trova un delizioso pisello e lo chiude in una scatola di buccia d’arancia, insieme a tutte le cose che gli sembrano indispensabili per gustare degnamente quel piccolo tesoro. Risultato: a furia di accumulare e faticare, si ritroverà con un pisello ormai marcio, “zicco e spuncio”. Un racconto per bambine e bambini che strappa un sorriso, e che, con leggerezza e ironia, mostra l’assurdità del sistema di accumulazione capitalista. Il tutto accompagnato da meravigliose illustrazioni e da un linguaggio ricco e mai scontato.
Consigliato da Luigi
«Il cielo sopra Saragozza era illuminato da miriadi di stelle, tanto fitte e brillanti che Eymerich non potè fare a meno di alzare il capo. Un brivido frenò sul nascere il suo incanto. Non era notte, quella, per perdere tempo in contemplazioni. Si strinse attorno al corpo magro la cappa nera che ricopriva la tonaca bianca e accelerò il passo.»
Consigliato da Maria
Un libro che offre uno sguardo sincero sul periodo post partum. “Ci sono mamme” racconta le gioie e le fatiche della maternità, affrontando temi come il mito della “madre perfetta” e la pressione sociale, per svelare le vulnerabilità e le fragilità che molte donne possono vivere dopo il parto. Un testo che invita alla comprensione, all’empatia e all’ascolto delle madri nel loro percorso.
Consigliato da Massimo
Per le prime righe dell’introduzione: “Il fascismo e noi s’intitola il libro. L’accento batte sul ‘noi’”. In anni che odorano del ritorno dei fascismi, dei nazionalismi, delle pulsioni genocidiarie, occorre attrezzarsi anche sul piano delle idee. Roberto Esposito racconta i fascismi novecenteschi dando voce alle autrici e agli autori che ne hanno parlato, seguendone la nascita e le eredità. Attrezziamoci sul piano delle idee e non rinunciamo a prepararci anche sul piano del conflitto e della lotta politica. Per citare una canzone da corteo, è odio mosso d’amore.
Consigliato da Stefano
Quando ancora tutti credevano allo sviluppo, al progresso e al benessere, Enzensberger ne smontò l’incantesimo. Lo fece in versi, alla fine degli anni ’80, e in un modo che non somiglia alle denunce di oggi, su insostenibilità, disuguaglianza, violenza: mise in poesia semplicemente la stupidità intrinseca, la vacuità, l’ignoranza. Lo fece salendo su un’astronave che guarda l’uomo occidentale da lontano e ne svela l’irrilevanza al cospetto della natura, l’odio per la pace, la miseria dei consumi, l’inutilità del suo daffare. Leggere questi versi, attualissimi, è come incontrare qualcuno che ti mette uno specchio davanti e ti dice, “ma ti sei visto?”.
Consigliato da Camilla
«Il processo si trasforma così in uno specchio delle nostre ipocrisie collettive: un’anatomia del patriarcato, un’analisi spietata di come le norme sociali di genere producano violenza strutturale.»
Consigliato da Umberto
Se ti è capitato di fermarti a riflettere sull’inspiegabile istinto delle vite umane a intrecciarsi, dovresti leggere questa trilogia. Holt, piccola città del Colorado rurale, è raccontata come un organismo vivente dove le persone si sostengono reciprocamente. Come in Spoon River, è il coro di una comunità a rivelare la profondità dell’esistenza, ma qui Haruf celebra le persone vive e la loro capacità di prendersi cura le une delle altre. In quale ordine leggerli? Leggili anche in modo casuale: è una galassia di vite dove conta meno la linearità del tempo che la ricorrenza di gesti e relazioni.
Consigliato da Valentina S.
«Ha così tante radici l’albero della rabbia
che a volte i rami si spezzano
prima di dare i frutti.»
Consigliato da Laura
Un libro che racconta la storia di una violenza e, allo stesso tempo, ne analizza le implicazioni psicologiche e sociali. Ci invita a riflettere sugli effetti e sulle conseguenze della violenza, oltre che sul ruolo della società nel perpetuarla. Non è una lettura semplice, ma è intensa e profondamente coinvolgente.
Consigliato da David
Una storia di nebbia della bassa, di argine e di delta del Po, di strigosse (guarutrucu), passaggi storici e vicende personali che proiettano in un mondo affascinante, ormai lontano ma capace di richiamarci a qualcosa che ci appartiene. Un libro che avvolge, che entra nelle narici come l’aria umida e fitta delle terre di cui parla.
Consigliato da Serena
Una saga che ti cattura con la scusa del “romanzo di famiglia” e poi ti trascina in qualcosa di molto più inquietante. Dinamiche di potere, rancori e legami di sangue risultano più spaventosi di qualunque mostro – anche quando il soprannaturale fa davvero la sua scomparsa. Al centro c’è un matriarcato concreto e potente: madri, suocere e figlie diventano il fulcro della famiglia, decidendo, manipolando, proteggendo e punendo. E come se non bastasse, le copertine dei libri rendono giustizia alla loro atmosfera magnetica.
Consigliato da Valentina V.
Un libro per ricordarci che esiste un mondo oltre il cemento, oltre l’essere umano, oltre il nostro riflesso nello specchio. Un mondo acqueo, animale, micologico, vegetale, che vive e vibra. Un mondo ascoltato per millenni, ignorato solo da un tempo insignificantemente violento. Lo consiglio perché mi ha ricordato come vorrei che fosse il futuro.
Consigliato da Arianna
«Allora mi chiedo come mai l’uomo non riesce a immaginare un lavoro che non sia in contrasto con la relazione, quindi a modificare la società in modo che non sia antitetica ai rapporti. […] quando tu mi accusi di essere contro il lavoro, contro l’arte, contro tutto quanto, io penso che non sia vero, sono contro questo tipo di lavoro, questo tipo di arte, questo tipo di società […].»
Consigliato da Lorenzo S.
Il passato e il futuro non sono categorie indipendenti dall’esperienza individuale. Le guerre, i nazionalismi, i territori sono forse dinamiche troppo grandi per toccare l’intimità di ogni persona. Eppure, è proprio in questa distanza che le persone ritornano protagoniste.
Dimenticare o ricordare? La quotidianità è luogo dei passati che continuano a essere presenti e dei futuri che si intravedono, ma che non si lasciano comprendere.
Con delicatezza, Elvira Mujčić ci invita a riflettere su come sia possibile catturare il momento esatto in cui la storia cambia.
Consigliato da Flavia
Paolo Nori costruisce – con parole semplici, quotidiane – architetture complesse e stratificate di letteratura, biografie e autobiografie. Questo è un romanzo-non romanzo che racconta il poeta Raffaello Baldini, facendo della poesia una lente per osservare la propria vita e il senso dello stare al mondo. Frammenti, divagazioni – soprattutto divagazioni nel pieno stile dell’autore – ricordi e versi compongono un mosaico irregolare che restituisce una letteratura fatta di cose minime, quotidiane: decisive. Leggerlo significa prenderne parte, vedere i propri confini dissolversi tra vite che non sono e sono le tue. E poi si ride e si piange: che bei contrasti sanno dare certi libri.
Consigliato da Martina
«Qualcuno doveva aver comunicato agli animali che il Recinto serrava il mondo. Gli uomini lo sapevano già. Erano settimane che il Recinto era nato nelle stoppaie di Rancas.»
Consigliato da Silvia
«La giungla in alcuni punti era così fitta che gli alberi si intrecciavano sopra la strada, formando lunghe gallerie buie. Uscendo da una galleria ripresi fiato. Lungo tutta la strada e sugli alberi c’era un tappeto di colori: avvicinandomi, il colore lampeggiava e si muoveva. Milioni di bellissime farfalle riempivano l’aria intorno a me. Si sollevavano quando mi avvicinavo, colpendo la bicicletta, il cappello, il viso. A decine si posavano sulle borse e venivano a pedalare con me.»
Consigliato da Jacopo
Un’incredibile storia di scoperta del mondo non umano attraverso la profonda amicizia tra un biologo e un assiolo americano, una gufetta. Attraverso i piccoli passi di questa reciproca scoperta, ritroviamo la profondità del mondo animale a cui apparteniamo, le risonanze e le relazioni che ci legano alle specie con cui condividiamo un ecosistema in precario equilibrio.
Consigliato da Sara
Non possiamo ancora scrivere la storia della guerra di Gaza: mancano la distanza critica, la sedimentazione delle fonti, lo sguardo spoglio delle emozioni del presente. Proprio per questo, diventa però urgente interrogare come la storia viene usata pubblicamente per accusare, per manipolare, per silenziare.
Ma a cosa serve l’atto del ricordo se non aiuta a fermare la produzione di morte?
Il libro è una riflessione severa e sofferta ma necessaria sugli usi pubblici del passato e sul sangue che versa nel presente. Breve, lucido e necessario.
Consigliato da Guido
Un reportage di viaggio attraverso un’Europa segnata dal populismo e dalla difesa dei confini. Un racconto di luoghi feriti e curati, di persone che li abitano con le loro paure e contraddizioni. Il punto di vista è quello di un lupo: spirito libero e selvatico, ma anche capro espiatorio dei mali dell’uomo.
Consigliato da Francesca
Un libro che invita a parlare di sessualità e disabilità con sensibilità, dolcezza e autentico rispetto umano.
Consigliato da Cristina
La storia di una donna che diventa una compagna. Un libro che racconta la lotta partigiana per la libertà, mettendo al centro l’esperienza di Agnese. La paura, i soprusi, la prevaricazione, la perdita del quotidiano, la sparizione degli affetti: prima arrivano gli strappi, poi esplode la rabbia, infine emerge, dall’azione e dal pensiero, un forte senso di giustizia. L’Agnese va a morire parla della Resistenza al nazifascismo, ma ci racconta anche come la vita partigiana non sia una “cosa da uomini” e come essa possa e debba essere praticata in ogni luogo e in ogni tempo in cui vi sia occupazione e sterminio.